Ecco il #prezi della presentazione che ho tenuto sabato 29 settembre 2012 all’#ebookcamp 2012, Loreto.
Tag Archives: Diritto d’Autore
Un nuovo DRM soft: sicuri sia la strada giusta?
Per DRM ”il cui significato letterale è “gestione dei diritti digitali”, si intendono i sistemi tecnologici mediante i quali i titolari di diritto d’autore (e dei cosiddetti diritti connessi) possono esercitare ed amministrare tali diritti nell’ambiente digitale, grazie alla possibilità di rendere protette, identificabili e tracciabili le opere di cui detengono i diritti, quindi scongiurarne la copia e altri usi non autorizzati. Si tratta di misure di sicurezza incorporate nei computer, negli apparecchi elettronici e nei file digitali“. (W)
Esistono DRM di vario tipo:
a. DRM di tipo forte:
b. DRM di tipo debole:
Il problema dei DRM di tipo ‘forte’ è quello che possono limitare, vincolare, chiudere e non consentire una fruibilità piena e libera del file regolarmente acquistato (velocissima ricerca in rete sull’odio verso queste misure).
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Un paradosso storico – chi troppo chiude, blocca tutto!!!
Il caso DRM vs Ubisoft:
- la storia (link);
- simpatica parodia…
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Nel nascente mercato degli eBook si è subito diffuso l’utilizzo di un DRM di tipo ‘molto molto forte‘!
Conseguenze:
- A: Will e-Books become the next Napster?
- B: eBooks: on-line si trova di tutto (su 19.000 titoli, reperibili in rete 15.000).
Tempo addietro (insieme a tanti altri) blateravo sulla necessità di semplificare i processi…

Questo è il logo dell’IDPF [International Digital Publishing Forum],
“The International Digital Publishing Forum (IDPF) is a trade and standards association for the digital publishing industry, that has been set up in order to establish a reliable and complete standard for ebook publishing.” (W)
l’associazione che ha stabilito e gestisce lo standard ePub [definito da W come "a free and open e-book standard"].
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Oggi (pare) che lo cose stiano per cambiare. L’IDPF ha infatti annunciato che c’è la volontà di adottare un nuovo tipo di DRM ‘leggero’ che permetta:
- una forma di controllo ‘sicura’ per gli editori;
- la garanzia di interoperabilità tra le diverse piattaforme.
Questo nuovo sistema denominato ePub LCP (Lightweight Content Protection) vorrebbe:
“mettere in mano agli editori strumenti DRM (Digital Rights Management) che non compromettano la circolazione dei contenuti: si tratta di una richiesta di tutela che ha spinto spesso finora distributori e detentori dei diritti a scegliere altri formati diversi da ePub e diversi tra loro, con danno per gli utenti che si ritrovano con contenuti digitali fruibili solo su specifici dispositivi.
Per questo, IDPF si è orientato su una proposta di DRM più leggera e semplice di quelle finora adottate da formati concorrenti come PDF: il gruppo ha pensato così ad un sistema basato sull’inserimento di una password legata ad un dispositivo specifico, senza il bisogno di connessione Internet, magari scelta sulla base di informazioni personali sull’utente (come email o nome) in modo tale da scoraggiarne la condivisione” [PI].
Link di approfondimento: 1, 2, 3.
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Ma alla fine..cambierà qualcosa per gli utenti finali? Sarà tutto più semplice, fruibile, interoperabile e diretto?
E’ davvero questa la strada giusta per limitare pirateria e regolare la rete internet, oppure è il caso di ripensare tutto il sistema della tutela del diritto d’autore in rete utilizzando basi differenti (The World Is Going Flat-Rate)?
Diritto d’autore nell’era digitale, standard e formati aperti: ne parlo con l’avv. Simone Aliprandi in un podcast per Civile.it
CLICCA QUI PER ASCOLTARE L’INTERVISTA
20 minuti tirati tirati…2 argomenti: standard, formati, interoperabilità e diritto d’autore nell’era digitale.
L’avv. Simone Aliprandi è a San Francisco nella sede di Creative Commons ed è uno dei massimi esperti di Copyleft e licenze Creative Commons in Italia.
Nel suo blog www.aliprandi.org potete trovare molti libri su questi argomenti, tutti rigorosamente rilasciati con licenza CC. Insomma una persona che realizza e rispetta ciò di cui parla.
La sua ultima fatica si chiama: “Apriti standard - Interoperabilità e formati aperti per l’innovazione tecnologica” e lo trovate da scaricare gratuitamente in formato ePub o Pdf direttamente qui: http://www.aliprandi.org/apriti-standard/ (per i puristi della carta è comunque possibile ordinarne una copia grazie a quell’editore mitico che è LEDIZIONI).
L’avv. Simone Aliprandi prova a far luce su questo tema spostando il focus della sua riflessione dai classici temi della libertà e dell’apertura, a quelli della neutralità e dell’interoperabilità.
Concentrarsi sullo standard aperto e non sulle applicazioni (open source o meno), può portare chiunque a uniformare i propri dati a quello standard, gestendo di conseguenza il relativo software. Il problema non è più il software, ma il formato.
La seconda parte della nostra chiacchierata si è concentrata invece sul tema del diritto d’autore nell’era digitale, tema a me molto caro e sul quale ho appena scritto la mia tesi di laurea (tra poco disponibile in CC).
Tutti i questionari, analisi, ricerche e sondaggi fatti in questi anni sul tema sono stati sempre realizzati da major discografiche/cinematografiche o da associazioni anti-pirateria.
E’ chiaro che l’intento di queste ricerche è sempre stato quello di capire come prevenire o come bloccare la diffusione del file sharing o del p2p da parte degli utenti della rete.
La survey vuole invece, partendo dal gradino più basso (gli utenti), ricercare la percezione sociale del fenomeno e il livello di consapevolezza dell’utente che scarica da internet.
Un questionario che occupa al massimo 10/15 minuti, un primo studio che può davvero spiegare molto del diritto d’autore digitale – vale la pena parteciparvi perchè il fenomeno tocca tutti noi senza esclusione, non è più un mero affare commerciale ma è parte del nostro futuro, del futuro della creatività e della diffusione della cultura.
Questo il link al questionario: http://www.liralab.com/limesurvey/index.php?sid=63212&lang=it.
Alle origini del copyright e del diritto d’autore. Tecnologia, interessi e cambiamento giuridico [di Umberto Izzo]
Il libro del dott. Umberto Izzo ci porta indietro nel tempo, nell’Europa medievale del XV secolo. L’epoca di Gutenberg e dell’invenzione della stampa a caratteri mobili, della Venezia dei primi privilegi, dell’atteggiamento della Chiesa di Roma rispetto alle innovazioni tecnologiche, fin ad arrivare allo Statute of Anne inglese e al Federal Copyright Act statunitense.
Un viaggio trasversale nella nascita del copyright e del diritto d’autore, affrontato con la giusta prospettiva di “law & technology”.
Un libro per capire come tutto è iniziato: guerre di copyright e relativi riequilibramenti e cambiamenti dettati dalla nuova tecnologia.
Un libro scritto da un comparatista, comprensibile da tutti. Fondamentali i casi e le sentenze riportate al fine di comprendere la realtà del tempo e la sua evoluzione.
Tornare indietro nel tempo, un passaggio necessario per capire l’attuale guerra tecnologica digitale e trovare forse una soluzione anche per il nostro futuro.
In Italia, l’Ipad è un computer!
L’Ipad è un computer: lo ha deciso Mr. Bondi.
di Guido Scorza (www.guidoscorza.it)
Steve Jobs nel presentare, l’Ipad, la sua ultima creatura l’aveva definito “il compromesso ideale tra computer e cellulare”. Altri, ormai, chiamano il gioiello di casa Apple, semplicemente “tablet”. In Italia, però, secondo il nuovo decreto Bondi sull’equo compenso, l’Ipad sembra dover essere definito un computer posto che la Apple dichiara agli acquirenti italiani di addebitare 1,90 € in più, proprio a titolo di “compenso per copia privata” ovvero l’importo in misura fissa che la lettera y dell’art. 2 del decreto stabilisce sia pagato per ogni “computer privo di masterizzatore residente”.


