Venerdì 24 maggio, 14.45/18.00 – all’Università degli Studi di Milano – terrò il seminario: “eBook, editoria digitale e diritto“. Se siete in zona..vi aspetto (il seminario è gratuito e aperto a tutti)!
Durante le 3 ore tratterò diverse tematiche:
1 eBook: nuovi device e diversa fruibilità (Tablet vs eReader: cambia il supporto, il lettore diventa autore, disintermediazione editoria classica);
2 I contratti di pubblicazione per gli eBook (cosa cambia e perchè non si può replicare il modello analogico ex LDA). Self Publishing e contratti di servizi;
3 Open publishing. Formati aperti vs formati proprietari (ePub vs azw). Drm forti vs Social DRM: pregi e difetti;
4 Aspetti giuridici e tecnici di creazione di un eBook (programmi più utilizzati, norme da rispettare);
5 Strumenti per l’utilizzo degli eBook nella didattica (programma KDP di Amazon, testi scolastici e Self Publishing da parte dei docenti, iBooks Author di Apple, il progetto OilProject).
“Il self-publishing (o autoedizione) consiste nell’assunzione – da parte di un autore dell’attività di pubblicare un libro o un’opera simile – senza passareattraverso l’intermediazione di un editore. […] “Nel caso di auto-pubblicazione l’autore si incarica di seguire tutte le fasi della realizzazione dell’opera, avvalendosi eventualmente di qualche figura professionale esterna”.
(Wikipedia)
Tutti a parlare di self-publishing. Ma cosa cambia davvero per gli autori? Devono firmare un contratto? Devono cedere tutti i diritti d’autore o solo alcuni? Esiste ancora l’editore inteso in senso classico? La confusione regna sovrana e riguarda soprattutto gli aspetti giuridici e contrattualistici. Proviamo a fare un po’ di chiarezza almeno sulla cosa più importante: i diritti d’autore.
Riporto sotto il video della mia chiacchierata con Mauro Sandrini, ideatore della Self Publishing School, dove parliamo di contratti per autori che si vogliono autopubblicare, licenze creative commons e problematiche del diritto d’autore nell’era digitale.
- mi piace molto il nuovo sito di Kobo dedicato all’Italia: ben organizzato, pulito e chiaro;
- non mi piacciono i DRM forti che chiudono o limitano fortemente l’interazione tra i diversi device (ok se utilizzi app o device Kobo il problema non c’è – nemmeno te ne accorgi che c’è un DRM – ma se vuoi leggere gli eBook acquistati legalmente dal sito di Kobo sul Kindle o su altro eReader non puoi).
Detto ciò…iniziamo con le caratteristiche di questo Kobo Touch:
1) Caratteristiche tecniche (dichiarate da Kobo)
Dimensioni: 114 mm x 165 mm x 10 mm
Peso: 185 g.
Processore: 800 MHZ.
Display: Touch Screen Pearl eInk da 6″, Display Vizplex V220, scala a 16 livelli di grigio.
Pulsanti: Accensione/spegnimento dispositivo e un solo pulsante per navigare.
Connettività: Connessione Wi-Fi 802.11 b/g/n super veloce.
Memoria interna: 2GB per salvare fino a un massimo di 1.000 eBook oltre alla possibilità di espansione con una scheda micro SD da 32 GB (per conservare fino a 30.000 eBook.
Autonomia della Batteria: Oltre un mese.
Colori disponibili: Lillla, Blu, Argento, Bianco sui Bianco, Nero su Nero.
2) Operazioni preliminari e primi voti
a) Acquisto e prezzo: il Kobo Touch si può acquistare a questo linkper 99 euro comprese spese di spedizione (spedizioni al momento in 1 giorno lavorativo). Per un dispositivo e-ink 6 pollici touch un buon prezzo se paragonato (con tutte le dovute differenze tecniche) ai 129 euro del Kindle Touch. Voto 8.
b) Confezione: cartonato duro, con breve riepilogo delle caratteristiche dell’eReader sul retro – sicuramente esteticamente più bella di quella essenziale del Kindle e decisamente più robusta. Voto 9.
c) Contenuto confezione: il Kobo Touch, un mini libricino di istruzioni, cavo mini usb proprietario. Dotazione standard. Voto 7.
d) Primo contatto: materiali semplici e struttura lineare sul fronte, scicchetteriaa rombi sul retro. Può non piacere, a me non dispiace. Tenendolo in mano le sensazioni sono buone e la presa con una sola mano rimane ben salda. Voto 8.
e) Schermo e touch: buono schermo, non sfuoca mai e sufficiente definizione dei neri. Il touch risponde davvero bene ed è calibrato alla perfezione. Voto schermo 8. Voto Touch 9.
f) Software interno, velocità e refresh pagine: software intuitivo, alle volte troppi passaggi per fare una singola operazione (es. sottolineatura, traduzione) ma semplice e fa il suo dovere. Processore più che ottimo, basta e avanza. Piccolo neo sul refresh delle pagine, alle volte qualche ritardo di troppo nel cambio pagina (parliamo comunque di frazioni di secondo). Voto 7.
g) Traduttore e dizionari: grande lavoro di Kobo su questa parte. Tanti dizionari già disponibili di default, traduzioni veloci e complete. Voto 9.
h) Wi-Fi: collegamento alla rete molto veloce, senza problemi. Voto 9.
i) Personalizzazioni in lettura: molte possibilità di personalizzazione del dispositivo – collegamento a Facebook, 11 font disponibili, regolazione margini, scelta dimensione di caratteri, interlinea e giustificazione testo centrata o a destra. Interessante la possibilità di agire sullo spessore e sulla nitidezza dei font selezionati. Fondamentale il supporto al formato ePub. Voto 9.
j) Software Kobo Desktop: ottima interazione tra l’eReader e il software installato sul pc, buona la sincronizzazione tra i due (anche per le note e i segnalibri). Voto 8.
3) Foto #testing #Kobo Touch
4) Video #testing #Kobo Touch
5) Considerazioni finali
Non è sicuramente IL device Kindle killer, ma un ottimo eReader con caratteristiche hardware e software di tutto rispetto. Consigliato a chi si avvicina al mondo della lettura in digitale, vuole uno schermo touch, un grande catalogo collegato e non vuole spendere troppo. Voto medio 8.3!
A questo link trovate il programma completo della due giorni. Nel mio intervento, previsto per le ore 16.30 – dal titolo ‘Copyright in rete? Siamo solo in versione beta: il dilemma del pirata!’ - parlerò del rapporto tra copyright e nuove tecnologie – con uno sguardo ai nuovi progetti di sistemi c.d. ‘flat-copyright‘.
Triste notizia per gli utenti kindle che controllavano la posta Gmail e Twitter dal proprio eReader – Amazon ha infatti deciso di chiudere i ‘rubinetti’ del traffico web gratuito, limitanto a 50 MB al mese la navigazione gratuita 3G dal browser interno. Pare invece che Kindle Store (ovviamente) e Wikipedia rimangano ad accesso illimitato. Tale novità è entrata in vigore il 1° luglio 2012, e si limita ai Kindle Keyboard e Kindle DX, salvo da queste limitazioni il nuovissimo Kindle Touch.
Per DRM ”il cui significato letterale è “gestione dei diritti digitali”, si intendono i sistemi tecnologici mediante i quali i titolari di diritto d’autore (e dei cosiddetti diritti connessi) possono esercitare ed amministrare tali diritti nell’ambiente digitale, grazie alla possibilità di rendere protette, identificabili e tracciabili le opere di cui detengono i diritti, quindi scongiurarne la copia e altri usi non autorizzati. Si tratta di misure di sicurezza incorporate nei computer, negli apparecchi elettronici e nei file digitali“. (W)
Esistono DRM di vario tipo:
a. DRM di tipo forte:
b. DRM di tipo debole:
Il problema dei DRM di tipo ‘forte’ è quello che possono limitare, vincolare, chiudere e non consentire una fruibilità piena e libera del file regolarmente acquistato (velocissima ricerca in rete sull’odio verso queste misure).
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Un paradosso storico – chi troppo chiude, blocca tutto!!!
Questo è il logo dell’IDPF [International Digital Publishing Forum],
“The International Digital Publishing Forum (IDPF) is a trade and standards association for the digital publishing industry, that has been set up in order to establish a reliable and complete standard for ebook publishing.” (W)
l’associazione che ha stabilito e gestisce lo standard ePub [definito da W come "a free and open e-book standard"].
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Oggi (pare) che lo cose stiano per cambiare. L’IDPF ha infatti annunciato che c’è la volontà di adottare un nuovo tipo di DRM ‘leggero’ che permetta:
- una forma di controllo ‘sicura’ per gli editori;
- la garanzia di interoperabilità tra le diverse piattaforme.
Questo nuovo sistema denominato ePub LCP (Lightweight Content Protection) vorrebbe:
“mettere in mano agli editori strumenti DRM (Digital Rights Management) che non compromettano la circolazione dei contenuti: si tratta di una richiesta di tutela che ha spinto spesso finora distributori e detentori dei diritti a scegliere altri formati diversi da ePub e diversi tra loro, con danno per gli utenti che si ritrovano con contenuti digitali fruibili solo su specifici dispositivi.
Per questo, IDPF si è orientato su una proposta di DRM più leggera e semplice di quelle finora adottate da formati concorrenti come PDF: il gruppo ha pensato così ad un sistema basato sull’inserimento di una password legata ad un dispositivo specifico, senza il bisogno di connessione Internet, magari scelta sulla base di informazioni personali sull’utente (come email o nome) in modo tale da scoraggiarne la condivisione” [PI].
Ma alla fine..cambierà qualcosa per gli utenti finali? Sarà tutto più semplice, fruibile, interoperabile e diretto?
E’ davvero questa la strada giusta per limitare pirateria e regolare la rete internet, oppure è il caso di ripensare tutto il sistema della tutela del diritto d’autore in rete utilizzando basi differenti (The World Is Going Flat-Rate)?
“Il self-publishing (o autoedizione) consiste nell’assunzione – da parte di un autore dell’attività di pubblicare un libro o un’opera simile – senza passare attraverso l’intermediazione di un editore. [...] “Nel caso di autopubblicazione l’autore si incarica di seguire tutte le fasi della realizzazione dell’opera, avvalendosi eventualmente di qualche figura professionale esterna”.
(Wikipedia)
Affrontare il fenomeno del self-publishing o autopubblicazione significa – per il non addetto ai lavori – infilarsi in un ginepraio di definizioni, etichette, concetti.
La confusione regna sovrana e riguarda anche gli aspetti giuridici e contrattualistici. Proviamo a fare un po’ di chiarezza su ciò che riguarda i contratti di edizione, partendo dalle fonti normative:
Il contratto di edizione prevede dunque due figure: l’Autore che cede dei diritti e l’Editore. E’ sufficiente leggere l’art. 118 della legge n. 633/1941 (legge sul diritto d’autore), dove si prevede che nei contratti di edizione ci debba essere una concessione di diritti all’Editore.
Stasera..con alcuni dei book blogger di LeDita..sarò a Torino alla Libreria LINEA451 per #libroincorso. Dalle ore 19.00 parleremo de ‘La lettura e il web – il libro 2.0‘..ambiente informale e solito spirito 2.0 di Ledita.
Seguite l’hashtag: #libroincorso e la diretta streaming a questo link!
Domani sarò alla Biblioteca comunale ‘Renato Fucini‘ di Empoli per #byebyebook, dove terrò uno speech su ‘Il diritto d’autore per l’editoria digitale: contratti di edizione e self publishing’. Quì il programma completo e qui i relatori della giornata.
Sarà una giornata di studi, suddivisa in tre panel, dedicata a lettori, scrittori e aspiranti tali, editori, professionisti dell’editoria e delle biblioteche, per fare il punto sui cambiamenti che le tecnologie digitali stanno portando nel mondo del libro: dall’arrivo e dalla diffusione degli ebook al sempre maggiore successo del self publishing, dalle competenze necessarie per ‘fare’ un libro a quelle per promuoverlo e venderlo.
L’evento avrà luogo nella Sala maggiore della Biblioteca, ove sono raccolte le collezioni di libri antichi, in modo da ambientare nella scenografia della biblioteca tradizionale la discussione sul futuro del libro.
Bye Bye Book? vuole costituire inoltre l’atto fondativo di una Scuola di self-publishing, la Renato Fucini Self-Publishing Academy. La scuola ha come scopo la creazione di self-publisher in grado di pubblicare e promuovere le proprie opere in maniera indipendente, e la costituzione di un gruppo in grado di svolgere il ruolo di editorial board per la futura Renato Fucini Self-publishing Agency.
L’evento sarà visibile in streaming su questa pagina e vi sarà un live tweeting ufficiale utilizzando l’hash tag #byebyebook.
Per la serie i booksblogger di Ledita.it non si fermano mai..oggi pomeriggio dalle ore 17.00 alle 19.00 appuntamento con il Caffè letterario della Biblioteca comunale di Empoli “Renato Fucini”. L’incontro sarà incentrato sul dialogo con i lettori e sulle nuove possibilità che la lettura e la scrittura in digitale aprono a tutti.
“Il digitale costituisce la nuova frontiera della lettura e della scrittura, inventando nuove pratiche, generando nuove abitudini. Grazie alla mediazione di Sergio Covelli, self-publisher di fama ed esperto del web, i lettori potranno interagire con alcuni dei membri del gruppo Ledita su una ampia serie di questioni che riguardano le tecnologie digitali applicate alla lettura: che cos’è un ebook? Come funzionano gli e-reader? Che cosa cambia nelle nostre abitudini di lettura con il digitale? Come cambia la stessa scrittura quando viene pensata per un supporto non cartaceo? E cosa succede, complessivamente, all’editoria e all’industria culturale italiana alle prese con il digitale?
Gli autori presenti saranno eFFe, curatore del libro, Marco Giacomello, giurista esperto di editoria digitale, e Silvia Surano, avvocato e redattrice del sito “Critica Letteraria“.
La loro presenza costituirà anche l’occasione di presentare Bye bye book?, il primo convegno italiano interamente dedicato al self-publishing, che la biblioteca Fucini ospiterà il successivo 24 marzo”.
Domani sarò a Milano per BiblioStar, l’annuale convegno sulle novità in ambito bibliotecario. L’evento si terrà il 15 e 16 marzo al Palazzo delle Stelline a Milano. Interessante il programma che potete trovare integralmente qui.
In particolare seguirò:
- l’intervento del Prof. Gino Roncaglia (Docente di Informatica Umanistica, Università degli Studi della Tuscia): ‘Semplicemente connettere: la biblioteca come produttrice di contenuti‘;
- Nicola Cavalli (Osservatorio NuMediaBios e Libreria Ledi): eReaders e contenuti digitali in università: i risultati di una ricerca empirica;
- Sandra Fabiani (Executive Editor Major Reference Works, Springer-Verlag): SpringerReference e la biblioteca scientifica del futuro
Seguirà una tavola rotonda con Andrea Angiolini (Società editrice il Mulino), Luca Burioni (ES Burioni Ricerche Bibliografiche), Marco Ferrario (BookRepublic), Mauro Guerrini (Università di Firenze), Paolo Buoso (Libera Università di Bolzano), Maddalena Morando (Sistema Bibliotecario Politecnico di Torino) e Anna Maria Tammaro (Università di Parma).
Questa sera alle ore 22..assieme ai mitici eFFe e ArtNite..nuovo incontro dei bookblogger di Ledita.it. Questa volta ci ritroveremo in una location davvero fantastica e unica…l’isola Imparafacile di Second Life (un grazie enorme agli amici di Libriamo Tutti)! Sarà disponibile la diretta streaming di tutto l’evento.
Di seguito il comunicato ufficiale:
Perché fare cultura attraverso i libri sta cambiando: cambiano gli strumenti, cambiano le abitudini, cambia la fruizione stessa dei contenuti. Cosa accade lungo la frontiera dell’editoria digitale? Cosa succede alle nostre abitudini di lettura con l’arrivo dell’ebook? Come muta il modo stesso di scrivere e pubblicare?
Si tratta di temi che ci coinvolgono tutti, non solo come lettori ed appassionati di storie, ma anche come fruitori di contenuti e informazioni.
Un’occasione per capire cosa sta succedendo attorno a noi e cosa dobbiamo aspettarci dal futuro.
Editori..vendete o volete vendere eBook pack o abbonamenti flat del vostro catalogo eBook?
I contratti con i vostri autori lo prevedono già? Come si possono contrattualizzare queste attività promozionali? E se i vostri autori hanno già firmato un contratto standard, come si può risolvere il problema? L’autore deve essere informato volta per volta? E soprattutto..la legge cosa (non) dice?
I booksblogger di Ledita sbancano Genova e diventano trending topics con l’hashtag#leditaGE: pochi soldi, tanta passione e twitter utilizzato bene.
I nostri ingredienti:
- 5 booksblogger (Silvia Surano, eFFe, Marta Traverso, Noemi Cuffia e il sottoscritto)
- una location perfetta dove parlare di libri e di editoria..la Biblioteca Berio;
- tanti blogger tra il pubblico (grazie davvero a tutti);
- quasi 50 persone presenti (‘di venerdì pomeriggio’..);
- più di 1000 tweets con l’hashtag #leditaGe, diventato subito trending topics;
- 100 persone che ci hanno seguito integralmente in streaming;
- molte domande dal pubblico in sala, davvero tante;
- un pubblico attivissimo e interessato;
- due interventi via skype..e che interventi: Arturo Robertazzi (@artnite, qui il suo post) da Berlino e Margherita Caramatti di MLOL da Bologna;
- un tweetwall improvvisato che ha catturato la curiosità dei presenti.
Un ringraziamento particolare a Marta Traverso, splendida organizzatrice. Ma noi non ci fermiamo; prossima tappa il 16 marzo a Empoli - altra biblioteca, altra occasione per parlare davvero di editoria digitale.