[2] Ryanair ci inganni pure tu?

18 Dicembre, 2012 by Marco Giacomello in News

[Qui la prima puntata dell’inchiesta]

Come si è difesa Ryanair?

a. Ha precisato di essere la prima compagnia aerea low cost d’Europa, con più di 1.400 voli al giorno da 44 basi e circa 160 destinazioni in più di 27 Paesi.

b. In relazione alle modalità di prospettazione dei messaggi pubblicitari, ha precisato che gli stessi sono diffusi in tutti i Paesi in cui opera il vettore con caratteristiche e modalità di presentazione pressoché identiche; questi non vanno intesi come un’offerta specifica, bensì come un invito rivolto al consumatore a consultare il sito internet di Ryanair per conoscere nel dettaglio tutte le condizioni delle offerte (questa è una frase che mi aveva detto anche PayPal..qui..pratica diffusa!).

c. Ha osservato come le caratteristiche grafiche dei messaggi pubblicitari diffusi sarebbero analoghe a quelle utilizzate dai suoi principali concorrenti sul mercato italiano.

d. Ha rilevato che il proprio sistema di prenotazione mostra al consumatore nella prima schermata TUTTI gli elementi obbligatori di costo che concorrono alla determinazione del prezzo del biglietto. Nelle schermate successive compaiono invece gli elementi opzionali.

e. Ha effettuato una distinzione tra la commissione relativa al pagamento con carta di credito, che veniva applicata in precedenza, ed il supplemento amministrativo relativo al sistema di prenotazione dei voli ora in vigore, introdotto per la prima volta nel dicembre 2009, pari a € 5 per passeggero e per tratta.

f. Quest’ultimo supplemento è connesso ai costi relativi al sistema di prenotazione di Ryanair ed ha, quindi, natura e motivazione diverse dal supplemento che in passato veniva richiesto per l’elaborazione dei pagamenti.

g. Perché il supplemento relativo al pagamento mediante carta di credito possa essere considerato opzionale, è sufficiente che sia a disposizione del consumatore almeno una modalità di pagamento esente dall’applicazione di tale supplement0., cosa che, per analogia, può essere trasposta alla fattispecie in esame

h. Ritiene, altresì, che il proprio sito internet fornisca ai consumatori tutte le informazioni necessarie circa l’esistenza e l’importo dell’administration fee sia prima che durante la procedura di prenotazione del biglietto.

6 DICEMBRE 2010

Ryanair ha presentato impegni (da rispettare entro il 15 febbraio 2011) volti a rimuovere i profili di scorrettezza della pratica commerciale oggetto di contestazione. In particolare:

– non utilizzare ulteriormente il claim “tasse e spese opzionali escluse”, limitandolo a “spese opzionali escluse”;

– rimuovere la Web check-in fee dalla Tabella dei supplementi facoltativi;

– compiere un mirato sforzo di comunicazione nei confronti delle società di handling in modo da accrescere la loro specifica consapevolezza sulla corretta applicazione delle istruzioni di Ryanair, specialmente per quanto riguarda l’applicazione dei sovrapprezzi;

17 FEBBRAIO 2011

Ryanair ha comunicato di aver attuato gli impegni proposti.

Successivamente l’Autorità ha deliberato di NON accogliere gli impegni presentati.

3 GIUGNO 2011

In data 3 giugno 2011, la suddetta Autorità ha ritenuto che le pratiche commerciali in esame, integrino la violazione del disposto degli artt. 20, 21, 22, 24 e 25 del Codice del Consumo.

IN CONCLUSIONE

Le condotte effettuate da Ryanair si pongono in contrasto con le prescrizioni del Codice del Consumo nella misura in cui sono contrarie alla diligenza professionale e idonee ad ingenerare nel consumatore falsi affidamenti in ordine alle caratteristiche ed al prezzo dei servizi resi, ovvero omettono informazioni rilevanti di cui il consumatore medio ha bisogno per assumere una decisione di natura commerciale pienamente consapevole.

In particolare, gli elementi acquisiti nel corso dell’istruttoria evidenziano l’esistenza di diversi profili di scorrettezza che risultano idonei ad alterare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore ovvero a incidere sui diritti allo stesso riconosciuti dalle disposizioni del Codice del Consumo.

In particolare la pratica che attiene alle modalità di indicazione del prezzo del servizio di trasporto aereo proposto da Ryanair all’inizio del sistema di prenotazione on line che risulta sempre inferiore a quello effettivamente pagato dai consumatori dal momento che, sia nel corso che alla fine del processo di prenotazione, si aggiungono ulteriori elementi di costo prevedibili ab origine e ordinariamente applicati dal professionista – salvo limitatissime eccezioni – denotando una mancanza di trasparenza nelle relative modalità di calcolo ed inducendo i consumatori in errore quanto al prezzo del servizio e alla reale natura di tali supplementi (obbligatori o facoltativi). La condotta in questione riguarda tutte le offerte del vettore aereo ed è riconducibile alla generale politica commerciale adottata dal professionista.

In proposito va rilevato come le modalità di proposizione al pubblico delle promozioni e/o delle offerte commerciali siano riconducibili all’ambito della mera enfasi pubblicitaria e che le campagne intendano semplicemente invitare alla consultazione del sito internet del professionista. L’ “effetto aggancio” che si determina in simili circostanze è di tutta evidenza.

Una volta iniziato il processo di ricerca dei voli, i consumatori sono indotti a prendere visione delle diverse e/o ulteriori offerte del professionista presenti sul sito internet con il risultato di trovarsi di fronte a proposte economicamente ben più svantaggiose che, se note sin dall’inizio nella loro entità, potrebbero indurli a non avviare affatto il processo di prenotazione on line.

Tale pratica commerciale è da considerarsi scorretta, ai sensi degli artt. 20, comma 2, e 21, comma 1, lettera d), del Codice del Consumo, in quanto suscettibile, attraverso lo scorporo di oneri non eventuali, falsamente rappresentati come un costo non preventivabile ex ante ed esterno al controllo del vettore, di indurre in errore il consumatore medio circa il prezzo effettivo del servizio offerto.

Il prezzo dei biglietti per il trasporto aereo deve essere chiaramente ed integralmente indicato, sin dal primo contatto con il consumatore, in modo da rendere immediatamente e chiaramente percepibile l’esborso finale.

La gravità dell’infrazione deve apprezzarsi in relazione alla generale applicazione della web check in fee e della Tariffa amministrativa per il pagamento con carta di credito (credit card surcharge) e quindi al rilevante pregiudizio economico per i consumatori.

Si deve inoltre considerare come, nel caso di specie, tali oneri aggiuntivi incidono notevolmente sull’entità complessiva delle tariffe proposte dal professionista. In particolare, considerato il rilevante numero annuo di passeggeri trasportati in Italia dal vettore nel 2010 (circa 22 milioni), i ricavi del professionista dall’applicazione di tali voci possono essere stimati per il 2010 in oltre 100 milioni di euro.

30 MAGGIO 2012

Con successiva delibera, l’Autorità ha  accertato che Ryanair non ha fatto pervenire alcuna relazione entro il termine previsto dalla delibera n. 22511 (ovvero sessanta giorni dalla data di notifica del provvedimento, avvenuta il 28 giugno 2011).

Con nota pervenuta in data 16 settembre 2011, Ryanair comunicava di aver depositato ricorso al TAR Lazio contro il provvedimento in oggetto (ricorso rigettato il 12 aprile 2012, sezione prima n. 3318).

L’Autorità ha quindi ribadito che le pratiche commerciali sopra descritte presentano il medesimo profilo di scorrettezza già accertato. Pertanto, con provvedimento n. 22889 del 18 ottobre 2011, l’Autorità ha contestato a Ryanair di aver violato la delibera del 15 giugno 2011, n. 22511.

Successivamente Ryanair ha illustrato la propria posizione indicando le misure intraprese – e/o che si propone di intraprendere – allo scopo di assicurare la conformità alla delibera:

– si è dichiarata disponibile a non scorporare dal prezzo del biglietto aereo proposto inizialmente al consumatore alcuni supplementi, quali la web check in fee e la tariffa amministrativa, applicati in fasi diverse e successive del processo di prenotazione;

– in relazione alla tariffa amministrativa, questa non verrà più applicata separatamente al prezzo del biglietto a partire dal 1° dicembre 2012.

18 DICEMBRE 2012

Ad oggi i prezzi dei biglietti aerei offerti in promozione dal professionista sulla home page del proprio sito internet in lingua italiana e quelli indicati nel processo di prenotazione on line, presente nello stesso sito web, continuano a essere indicati al netto dell’onere economico derivante dalla commissione richiesta a titolo di tariffa amministrativa per pagamento con carta di credito che si aggiunge al termine del processo di prenotazione, incrementando la tariffa inizialmente proposta ai consumatori. Tale incremento è sceso dalla cifra fissa di 5/6 euro per persona a tratta – all’attuale 2% sul costo totale del biglietto.

Ecco qualche esempio:

– TOTALE PRIMA DELLA SCELTA DELLA CARTA DI CREDITO= 51.99 EURO

– TOTALE DOPO LA SCELTA DELLA CARTA DI CREDITO= 53.03 EURO (51.99 + 1.04 [2% del totale].

Sicuramente un primo importante passo in avanti verso la trasparenza nelle pubblicità di Ryanair è stato compiuto – ora non resta che rimuovere anche quel 2% che – seppur con un diversa indicazione – rimane onere non giustificato e non presente nel prezzo iniziale che rimane l’unico ampiamente pubblicizzato.

Mi rimane solo un dubbio. Ryanair cosa c’entra tutto questo (intendo le decisioni dell’Autorità) con la newsletter che avete mandato dove affermavate che per colpa dell’AGCM avete dovuto eliminare la Ryanair Cash Passport? L’Autorità vi ha solo detto che non dovevate nascondere la maggiorazione per i pagamenti con carta di credito!!!

Pertanto, siamo spiacenti di doverLa informare che, a causa della decisioni prese dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, a partire dal 1 dicembre 2012 i titolari della carta Ryanair Cash Passport non potranno più evitare il pagamento della commissione amministrativa di 10 Euro per transazioni effettuate sul sito Ryanair.com.

Ryanair pur rammaricandosi per questo cambiamento, Ryanair è obbligata a rispettare le decisioni dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

2 comments

  1. […] [Qui la seconda puntata dell'inchiesta] Category: News Tag: agcm, consumatori, pubblicità ingannevole, Ryanair, Ryanair Cash Passport dicembre 4, 2012 at 12:00 PM 1 comment Marco Giacomello One Response Pingback/Trackback [2] Ryanair ci inganni pure tu? Leave a Comment or Cancel reply […]

  2. gianluca ha detto:

    Ho semplicemente aggiunto il tuo feed all’RSS Reader… continuo a seguirvi, Grazie!

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