Ryanair ci inganni pure tu?

4 Dicembre, 2012 by Marco Giacomello in News

Nelle scorse settimane gli abbonati alla famosa newsletter di Ryanair hanno ricevuto questa ‘strana’ comunicazione:

Gentile Cliente,
Desideriamo ringraziarLa per avere acquistato una carta Ryanair Cash Passport e per il Suo costante supporto. Dal lancio della nostra carta Ryanair Cash Passport, avvenuto il 1 ottobre 2011, migliaia di titolari della nostra carta hanno potuto beneficiare dei suoi vantaggi evitare il pagamento della commissione amministrativa sul sito Ryanair.com.

Pertanto, siamo spiacenti di doverLa informare che, a causa della decisioni prese dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, a partire dal 1 dicembre 2012 i titolari della carta Ryanair Cash Passport non potranno più evitare il pagamento della commissione amministrativa di 10 Euro per transazioni effettuate sul sito Ryanair.com.

Ryanair pur rammaricandosi per questo cambiamento, Ryanair è obbligata a rispettare le decisioni dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Tutto vero? Cerchiamo di fare chiarezza partendo dall’inizio.

Febbraio 2008 – Settembre 2010

All’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) pervengono varie segnalazioni riguardanti le pratiche commerciali messe in atto da Ryanair.

Sulla base di tali segnalazioni e di documentazione acquisita d’ufficio, il 15 giugno 2011 l’AGCM  emette il provvedimento n. 22511 (PS892 – RYANAIR), muovendo in particolare alla compagnia irlandese le seguenti contestazioni:

Commissioni per pagamento con carta di credito

Punto 12) – Ulteriori richieste di intervento – pervenute a partire dal mese di marzo 2008 e fino al novembre 2010 – hanno evidenziato che al termine dell’iter di prenotazione, quando il consumatore deve indicare la carta di credito che utilizzerà per il pagamento, viene applicato un costo aggiuntivo (denominato “Tariffa amministrativa”), rispetto alla tariffa base e agli altri servizi opzionali prescelti, di importo pari a 5 euro, per passeggero e per tratta.

Punto 13) – L’addebito del citato costo aggiuntivo, di entità predeterminata, viene applicato dal professionista nella fase finale dell’iter del sistema di prenotazione on line di Ryanair (fase del pagamento), facendo incrementare ulteriormente il prezzo originario del biglietto.

Punto 14) – Alcuni consumatori hanno, poi, evidenziato l’impossibilità di perfezionare l’acquisto di un biglietto aereo sul sito internet del professionista con la specifica carta di credito indicata come esente da commissioni, trovandosi costretti – al fine di concludere l’operazione – ad utilizzare un diverso circuito di pagamento tra quelli accettati ed indicati sul sito (ad es. VISA anziché VISA Electron) con applicazione della prevista commissione di 5 euro per tratta e per passeggero.

Ottobre 2010 – Marzo 2011

In relazione alle contestazioni sopra riportate, l’AGCM – in data 30 settembre 2010 – ha comunicato a Ryanair l’avvio del procedimento istruttorio n. PS892 per possibile violazione degli artt. 20, 21, 22, 24 e 25, del Codice del Consumo.

Intanto le segnalazioni e le richieste di intervento, sia da parte di consumatori che di istituzioni pubbliche, sono proseguite incessantemente.

Dicembre 2010

In data 6 dicembre 2010 Ryanair ha fornito alcune informazioni richieste contestualmente alla comunicazione di avvio del procedimento – e ha presentato ai sensi del Codice del Consumo, alcuni impegni volti a rimuovere i possibili profili di scorrettezza delle pratiche commerciali oggetto di contestazione.

 Gennaio 2011

In data 14 gennaio 2011 si è svolta l’audizione di Ryanair, nel corso della quale sono state richieste ulteriori informazioni e documentazione, parzialmente fornite con successiva comunicazione del 31 gennaio 2011.

Febbraio 2011

Il 16 febbraio 2011 l’AGCM ha deliberato il rigetto degli impegni presentati da Ryanair. Il 21 febbraio 2011 è stato poi richiesto a Ryanair (ai sensi dell’articolo 27, comma 5, del Codice del Consumo e dell’articolo 15, del Regolamento) di fornire prove per ciò che concerne la effettiva natura dell’addebito di cinque euro per persona e per tratta (c.d. Tariffa Amministrativa), nonché le modalità di calcolo di tale importo.

Marzo 2011

L’8 marzo 2011 Ryanair ha comunicato di ritenersi impossibilitata ad assolvere l’onere della prova non considerandola attinente al procedimento in corso.

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Dalle indagini istruttorie dell’AGCM è emerso quanto segue:

1) Dalle evidenze acquisite risulta che Ryanair, al termine del processo di prenotazione on line di un volo, quando il consumatore deve indicare quale carta di credito, tra quelle accettate, utilizzerà per il pagamento, ha applicato un costo aggiuntivo, rispetto alla tariffa e agli altri servizi opzionali prescelti, di importo pari a 5 euro, per passeggero e per tratta;

2) L’addebito di tale costo aggiuntivo, che risultava presentato quale onere facoltativo, viene normalmente applicato da Ryanair (salvo che per una specifica tipologia di carta di credito/debito) in relazione a tutti i biglietti acquistati on-line;

3) Fino al mese di dicembre 2009, Ryanair imputava detto costo quale commissione per il pagamento con carta di debito o con carta di credito escludendo solo le transazioni effettuate con la carta Visa Electron.

4) Dal 1° gennaio 2010, Ryanair ha escluso dal pagamento di tale supplemento unicamente le transazioni effettuate con carte prepagate Mastercard, anziché Visa Electron (variazione – a detta di Ryanair – dipesa dalla possibile intenzione di Visa di ritirare la carta dal mercato).

5) Contestualmente, tale commissione – sempre di importo pari a 5 euro, per passeggero e per tratta – è stata ridenominata quale supplemento per le spese amministrative sostenute da Ryanair per la gestione e manutenzione del sistema di prenotazione (Tariffa Amministrativa);

6) Questa ‘commissione‘ è stata applicata da Ryanair – nel periodo 2008/luglio 2010 – rispettivamente all’86,6%, al 77,4% e al 94% delle transazioni totali effettuate sul sito Ryanair;

7) Come l’AGCM ha ben specificato: “nel corso della procedura di prenotazione, l’informazione al consumatore circa l’esistenza e l’ammontare della Tariffa amministrativa viene resa unicamente nella Table of Fees, contenuta in una diversa sezione del sito e raggiungibile attraverso link ipertestuali situati, in caratteri ridotti, sia nell’home page – sotto la voce “Le tariffe non includono i supplementi facoltativi (clicca qui)” – che nelle diverse fasi dell’iter di prenotazione sotto la voce Tasse e supplementi“.

8) Alla richiesta dell’AGCM di comunicare l’esatta natura e le modalità di calcolo di tale supplemento addebitato a conclusione del processo di prenotazione on line – Ryanair si è limitata a dichiarare che l’importo di 5 € richiesto ai consumatori viene definito in via autonoma, sulla base di una ricognizione sommaria dei costi dalla stessa sostenuti per gestire le prenotazioni.

9) Per quanto riguarda invece i problemi riscontrati dai diversi consumatori che hanno lamentato di non essere riusciti a completare l’acquisto di biglietti tramite Visa Electron o Mastercard Prepaid, Ryanair ha reso noto che essi sono legati principalmente al ritardo con cui talvolta gli istituti che emettono le carte di credito trasmettono le informazioni necessarie a Ryanair per aggiornare la lista dei codici identificativi (ovvero la lista di codici BIN) utilizzata dal sistema di prenotazione.

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Domani la seconda parte della mia inchiesta sul meccanismo ingannevole di presentazione dei prezzi dei voli da parte di Raynair. A distanza di 12 mesi sarà cambiato qualcosa?

[Qui la seconda puntata dell’inchiesta]

1 comment

  1. […] [Qui la prima puntata dell'inchiesta] […]

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