Un nuovo DRM soft: sicuri sia la strada giusta?

Per DRM “il cui significato letterale è “gestione dei diritti digitali”, si intendono i sistemi tecnologici mediante i quali i titolari di diritto d’autore (e dei cosiddetti diritti connessi) possono esercitare ed amministrare tali diritti nell’ambiente digitale, grazie alla possibilità di rendere protette, identificabili e tracciabili le opere di cui detengono i diritti, quindi scongiurarne la copia e altri usi non autorizzati. Si tratta di misure di sicurezza incorporate nei computer, negli apparecchi elettronici e nei file digitali“. (W)

Esistono DRM di vario tipo:

a. DRM di tipo forte:

b. DRM di tipo debole:

 

Il problema dei DRM di tipo ‘forte’ è quello che possono limitare, vincolare, chiudere e non consentire una fruibilità piena e libera del file regolarmente acquistato (velocissima ricerca in rete sull’odio verso queste misure).

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Un paradosso storico – chi troppo chiude, blocca tutto!!!

Il caso DRM vs Ubisoft:

– la storia (link);

– simpatica parodia…

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Nel nascente mercato degli eBook si è subito diffuso l’utilizzo di un DRM di tipo ‘molto molto forte‘!

Conseguenze:

  1. A: Will e-Books become the next Napster?
  2. B: eBooks: on-line si trova di tutto (su 19.000 titoli, reperibili in rete 15.000).
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Tempo addietro (insieme a tanti altri) blateravo sulla necessità di semplificare i processi…

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Questo è il logo dell’IDPF [International Digital Publishing Forum],

The International Digital Publishing Forum (IDPF) is a trade and standards association for the digital publishing industry, that has been set up in order to establish a reliable and complete standard for ebook publishing.” (W)

l’associazione che ha stabilito e gestisce lo standard ePub [definito da W come “a free and open e-book standard“].

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Oggi (pare) che lo cose stiano per cambiare. L’IDPF ha infatti annunciato che c’è la volontà di adottare un nuovo tipo di DRM ‘leggero’ che permetta:

– una forma di controllo ‘sicura’ per gli editori;

– la garanzia di interoperabilità  tra le diverse piattaforme.

Questo nuovo sistema denominato ePub LCP (Lightweight Content Protection) vorrebbe:

“mettere in mano agli editori strumenti DRM (Digital Rights Management) che non compromettano la circolazione dei contenuti: si tratta di una richiesta di tutela che ha spinto spesso finora distributori e detentori dei diritti a scegliere altri formati diversi da ePub e diversi tra loro, con danno per gli utenti che si ritrovano con contenuti digitali fruibili solo su specifici dispositivi.

Per questo, IDPF si è orientato su una proposta di DRM più leggera e semplice di quelle finora adottate da formati concorrenti come PDF: il gruppo ha pensato così ad un sistema basato sull’inserimento di una password legata ad un dispositivo specifico, senza il bisogno di connessione Internet, magari scelta sulla base di informazioni personali sull’utente (come email o nome) in modo tale da scoraggiarne la condivisione” [PI].

Link di approfondimento: 1, 2, 3.

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Ma alla fine..cambierà qualcosa per gli utenti finali? Sarà tutto più semplice, fruibile, interoperabile e diretto?

E’ davvero questa la strada giusta per limitare pirateria e regolare la rete internet, oppure è il caso di ripensare tutto il sistema della tutela del diritto d’autore in rete utilizzando basi differenti (The World Is Going Flat-Rate)?

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