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"Non si vince mai se si combatte contro il futuro: il futuro vince sempre" – Jeff Bezos

[Speech] Il presente e il futuro della tutela dei dati personali nell’era digitale

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Domani pomeriggio sarò a Roma, ospite del Garante Privacy, dove avrò l’onore di discutere – assieme ad Antonello Soro (Presidente dell’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali), Laura Liguori (Portolano Cavallo Studio Legale), Laura Bononcini (Facebook), Valerio Lubello (Università Bocconi), Massimo Fubini (Contactlab), Cosimo Accoto (Partner di Openknowledge), Andreina Mandelli (Università Bocconi), Sibilla Ricciardi (Microsoft), Ugo Bechini (Notaio) e Oreste Pollicino (Università Bocconi) – delle nuove sfide che la privacy deve affrontare in relazione al progresso delle nuove tecnologie digitali.

Il mio intervento si soffermerà, in particolare, sulle problematiche legate all’utilizzo dei Google Glass e al loro rapporto con la privacy.

L’evento si terrà domani 26 giugno 2014 (dalle ore 15) nella ‘Sala delle Conferenze di Piazza Monte Citorio 123/a’.

È possibile registrarsi direttamente a questo link.

Queste le slides del mio intervento:

 

[Mio pezzo su Wired] Il diritto all’oblio e la memoria infinita della rete

La recentissima sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea sul caso Google Spain (qui il testo integrale in lingua italiana) sembra voler trovare una prima soluzione generale al ripristino del diritto all’oblio anche nel contesto dell’ambiente digitale iperconnesso.

Ricordiamo che per diritto all’oblio si intende quel diritto spettante ad ogni soggetto a veder cancellata, dimenticata o oggiornata una notizia che lo riguarda in prima persona e che, dato il decorso del tempo e a sua valutazione, manchi dell’attualità all’interesse della sua conoscenza pubblica. La nostra Corte di Cassazione, nel 2012 (sentenza n. 5525/2012), aveva così sentenziato la funzione del diritto all’oblio:

“il diritto all’oblio salvaguarda la proiezione socialedell’identità personale, l’esigenza del soggetto di essere tutelato dalla divulgazione di informazioni (potenzialmente) lesive in ragione della perdita (stante il lasso di tempo intercorso dall’accadimento del fatto che costituisce l’oggetto) di attualità delle stesse, sicché il relativo trattamento viene a risultare non più giustificato ed anzi suscettibile di ostacolare il soggetto nell’esplicazione e nel godimento della propria personalità“.

Non si deve invece parlare di diritto all’oblio per tutte quelle notizie che, storicamente, non sono mai state vere.

La sentenza in oggetto, la quale basa buona parte della sua statuizione sulla Direttiva 95/46, stabilisce – in maniera molto decisa e per certi versi inaspettata – che un cittadino europeo, qualora ritrovi fra i risultati delle ricerche effettuate online notizie sul proprio conto che lo stesso considera irrilevanti o non aggiornate, possa richiederne, attraverso una semplice richiesta online, la rimozione dall’elenco che i motori di ricerca indicizzano (la c.d. de-indicizzazione).

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[Speech] Salone del Libro 2014: i dettagli dei 4 panel

In anteprima ecco gli abstract e i nomi definitivi degli speaker dei 3 incontri che coordinerò durante i giorni del Salone del Libro 2014.

  • Venerdì 9 maggio, ore 17.00

Nuove forme di business per i contenuti in rete: licenze per la distribuzione in streaming on-demand, social reading e utilizzo sostenibile dell’open access.

Speaker: Marco Giacomello (Avvocato e dottorando di ricerca in diritto e nuove tecnologie), Pierre Mounier (OpenEdition), Giuseppe Spezzano (CEO Bookolico).

Modera: Alessia Rastelli (Corriere della Sera)

Abstract: La discussione partirà dai vecchi modelli di distribuzione e di tutela del diritto d’autore in rete, passerà per l’aumento incessante della pirateria e i nuovi interventi legislativi (AGCOM), per arrivare a proporre nuovi modelli di distribuzione di contenuti sulla rete: open access, streaming on-demand e social reading.

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[Wired] Truffe nei servizi di viaggio online? Ecco come le società devono tutelare i consumatori

È arrivata anche la Commissione Europea.
Forse non serviva, ma può aiutare a diffondere un malcostume (non) solo nostrano. I siti internet che vendono viaggi (spesso) non rispettano i diritti dei consumatori.

Dopo una prima indagine del 2013 – dalla quale risultava come su 552 siti web che vendevano viaggi, 382 non rispettavano le normative europee a tutela dei consumatori, e dopo che l’Unione Europea si era attivata con forti azioni di pressione e di informazione per reprimere queste violazioni – ad oggi il 38% dei siti web analizzati continua a non rispettare le normative vigenti.

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[Speech] Salone del Libro 2014, Torino

Dal 9 all’11 maggio 2014 sarò a Torino per partecipare a 3 panel organizzati insieme al Salone del Libro.

Questo il comunicato stampa ufficiale (link):

Tre incontri sono dedicati all’aspetto dei diritti d’autore legati al self publishing e all’e-Publishing, introdotti e coordinati da Marco Giacomello, avvocato e dottorando di ricerca in diritto e nuove tecnologie:

    – nuovi modelli di distribuzione dei contenuti in rete, licenze e soluzioni per l’open access e il social reading, con Pierre Mounier di OpenEdition e Giuseppe Spezzano, Ceo di Bookolico;

      – una case history su come riattivare eticamente la creatività grazie alla rete, conoscendo regole, diritti e doveri nel mondo di internet, con eFFe, fondatore di Pubblicarsi.com, e Luca Leonardini, Business Innovation Evangelist, blogger e docente di strategie innovative;

    – una panoramica su come editori, autori e self publisher possono orientarsi tra i contratti di ePublishing, insieme a Gino Roncaglia dell’Università della Tuscia, con la moderazione di Antonio Prudenzano di Affari Italiani.

[Wired] La mia risposta su Wired.it al Maestro Paoli (SIAE) sull’equo compenso

Dopo le affermazioni del Ministro Bray (‘non è prevista nessuna tassa su smartphone e tablet e le ipotetiche tariffe pubblicate in merito agli aumenti di costo sono infondate […] il Ministro Massimo Bray sta lavorando a una soluzione condivisa, nel rispetto e nella difesa del valore del diritto d’autore, ascoltando tutte le categorie interessate per raggiungere una decisione equilibrata nell’interesse degli autori, dei produttori di smartphone e tablet e, soprattutto, dei cittadini fruitori degli stessi’), Gino Paoli, presidente SIAE, torna oggi dalle pagine del “Corriere della Sera” a parlare di equo compenso.

Nell’intervista, Paoli afferma di non aver ben compreso il significato di copia privata e di come l’equo compenso non sia una tassa sugli smartphone, bensì una mera questione di compenso per il diritto d’autore.

Proviamo a fare chiarezza.

CHE COS’È L’EQUO COMPENSO DA COPIA PRIVATA
Si tratta di un contributo istituito con il fine di indennizzare gli autori dal pregiudizio (leggi “mancato introito”) causato loro dai consumatori quando, per scopi meramente personali e senza fini di lucro, questi effettuino, senza pagare un sovrapprezzo, una copia dell’opera legalmente acquistata (non stiamo parlando di indennizzi per copie piratate, bensì di acquisti esclusivamente legali dell’opera originale).

Un meccanismo, quello dell’equo compenso da copia privata, poteva sicuramente valere quando si duplicavano videocassette o si copiavano cd musicali dall’originale ad un cd vergine.

Oggi, francamente, considerato che gli utenti fruiscono delle opere digitali (musica, eBook e film) in larga parte, e sempre più, con modalità streaming o on-demand (ovvero sistemi che non rendono possibile una vera e propria copia delle opere), il desueto sistema dell’equo compenso da copia privata nulla ha a che fare con queste nuove modalità di fruizione.

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Caro Natale, occhio che la crisi si sente anche al Polo

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Caro Natale,

quest’anno vorrei in regalo un paese dove una singola autorità indipendente non si possa attribuire tutti i poteri dello Stato, con buona pace di Montesquieu che dal 1748 ci ricorda come chiunque abbia troppo potere è portato ad abusarne: “tutto sarebbe perduto se lo stesso uomo, o lo stesso corpo di maggiorenti, o di nobili, o di popolo, esercitasse questi tre poteri: quello di fare le leggi, quello di eseguire le decisioni pubbliche, e quello di giudicare i delitti o le controversie dei privati”,

vorrei un paese dove il nuovo commissario dell’autorità indipendente possa esprimere il suo parere su un regolamento di fondamentale importanza per la rete internet,

vorrei un paese dove il presidente di quella autorità non chieda espressamente a quel commissario di attendere ad esprimersi per non creare problemi,

vorrei un paese dove quella stessa autorità non possa disabilitare l’accesso ad un intero sito invece di eliminare (giustamente) il solo contenuto che sta violando i diritti d’autore,

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[Wired] Glass in the Class: dai libri multistrato alla realtà aumentata

 

Google Glass: questi sconosciuti

Mi è capitato l’altro giorno. Stavo tenendo una lezione e ho iniziato a parlare dei Google Glass ai miei giovani (nativi digitali) studenti. Ne ho parlato in maniera naturale, dando per scontato li conoscessero o perlomeno ne avessero sentito parlare. Risultato: non li conosceva nessuno. In quel momento mi sono reso conto di quanto, strumenti come i Glass o le stampanti 3D, siano ancora nozioni ad esclusivo appannaggio di nerd e appassionati del settore.

Raccontando di audio a conduzione ossea (ovvero la conduzione del suono all’orecchio interno attraverso le ossa del cranio) e possibili riconoscimenti facciali promessi da Lambda Labs (qui le ultime evoluzioni), i ragazzi incuriositi mi hanno chiesto di più. Apro Youtube e faccio partire il bel video realizzato da Rudy Bandiera (link). Risultato: ragazzi in estasi totale e mille domande sui possibili utilizzi, i progetti in fase di sviluppo e l’impatto di questo device sulla loro privacy.

 Possibili utilizzi dei Google Glass in ambito educativo

Uno dei settori dove i Glass possono davvero stravolgere lo stato dell’arte è quello dell’insegnamento e della scuola. Open Colleges, società australiana che offre servizi di e-Learning, ha realizzato una completa ed efficace infografica con i possibili utilizzi dei Glass in ambito educational: dalla realizzazione di eventi live realizzati in prima persona, all’utilizzo della realtà aumentata, per finire con la creazione in tempo reale di libri multistrato (audio, traduzione dell’audio, conversione in testo, immagini, video, visite di siti web e di documenti – tutto integrato, dalla persona che indossa i Glass, all’interno dello stesso ‘prodotto’).

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[Scrivo.me] Come utilizzare legalmente quello che si trova in rete: quando si applica la LDA?

Come utilizzare legalmente quello che si trova in rete: quando si applica la LDA?

Volete utilizzare qualcosa (testo, musica, video, ecc.) che avete scovato sulla rete ma non sapete se è protetta dalla normativa a tutela del diritto d’autore? A quali opere si applica concretamente la legge 22 aprile 1941, n. 633, meglio conosciuta come legge sul diritto d’autore (o LDA)? Si applica indistintamente a tutte le opere dell’ingegno (definite tra le altre dalla legge come opere di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione attraverso le quali si esplicano), o la sua sfera di applicazione è ridotta?

La legge sul diritto d’autore italiana si applica in primis:

  1. alle opere di autori italiani, ovunque esse siano state pubblicate per la prima volta, sia in Italia sia all’estero;
  2. a tutte le opere di autori stranieri, domiciliati in Italia, che siano state pubblicate per la prima volta in Italia.

Per quanto riguarda le opere di autori stranieri non domiciliati in Italia, la nostra legge sul diritto d’autore si applica con diversi livelli di tutela.

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[Scrivo.me] Come utilizzare legalmente quello che si trova in rete: le fotografie

Come utilizzare legalmente quello che si trova in rete: le fotografie

Verificare se è possibile utilizzare una fotografia, o se questa è tutelata dalle legge sul diritto d’autore, non è operazione di semplice fattura. La stessa legge distingue infatti 3 diversi tipi di fotografie, ai quali attribuisce 3 diverse forme di tutela giuridica. Una distinzione, peraltro, di difficile comprensione, in quanto l’applicazione dei criteri che la legge stabilisce per identificare le diverse tipologie di fotografie è inevitabilmente, molto spesso, soggetta a personale interpretazione.

La prima categoria, la più tutelata, è quella delle cosiddette ‘Opere Fotografiche’, identificate dall’art. 2 della legge sul diritto d’autore come quelle fotografie che possiedono un minimo gradiente di creatività. Tale creatività, molte volte inevitabilmente di soggettiva interpretazione, può essere ravvisata qualora nella fotografia si riscontri qualcosa in più di un semplice atto riproduttivo della realtà impressa nella fotografia stessa: ad esempio il gusto, la fantasia del fotografo o una particolare composizione dell’immagine. A queste fotografie la legge riconosce normalmente una tutela della durata di 70 anni dalla morte del fotografo.

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